Cominciamo con ordine e ragioniamo insieme: il coronavirus in Italia è un ceppo tutto italiano e NON cinese, lo dice l'ordine dei biologi e l'istituto superiore di sanità lo conferma. (1) Quindi dimenticate ogni statistica cinese e concentriamoci sui dati italiani.

Cerchiamo di capire cosa dice il "Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia" (Il presente report è basato sui dati aggiornati al 13 Marzo 2020) Si legge che L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-19 è 79.4 anni (3) mentre quella media di chi lo ha contratto è di 65 anni.

come si fa a capire se le 1016 persone decedute CON il coronavirus o DI coronavirus ?

Dal documento del 13 marzo si evince che TUTTI (meno 3 persone) avevano da 1 a 3 patologie pregresse con età media molto avanzata. E' stato solo il virus ad ucciderle o la loro pregressa patologia ? oppure andava valutata la loro condizione complessiva?

queste 1016 persone sono morte DI coronavirus (morti attribuite) o CON il coronavirus (ovvero attribuibili)?

L'unico modo per capire se c'è un effettivo pericolo insolito è mettere questi numeri in confronto con quelli che tutti gli anni abbiamo con le solite influenze stagionali. Uno studio ufficiale pubblicato (non si discute, si cerca di capire insieme) su Pubmed (4) titola "Studio dell'impatto dell'influenza sulla mortalità in eccesso in tutte le età in Italia durante le ultime stagioni (2013 / 14-2016 / 17 stagioni)" Sempre dalla traduzione leggiamo :

"abbiamo stimato decessi in eccesso di 7.027, 20.259, 15.801 e 24.981 attribuibili alle epidemie di influenza nel 2013/14, 2014/15, 2015/16 e 2016/17"

In altre parole, visto che è molto complesso dire se una persona sia morta di influenza se aveva altre patologie pregresse, lo studio si prefiggeva un obbiettivo di tipo statistico quante morti in eccesso abbiamo avuto in italia durante il periodo invernale?

Il confronto con i dati delle influenze precedenti deve essere fatto in modo coerente. Cioè si può confrontare solo "attribuibili" al coronavirus del 2020 con "attribuibili" dell'H1N1 degli anni passati. Ad esempio due anni fa (2016/17) abbiamo avuto circa 25mila morti attribuibili all'influenza. Fino alla data del 13 marzo abbiamo 1016 casi attribuibili al coronavirus. In altre parole ci sarebbero solo 2 morti attribuiti al coronavirus.

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa di questo pomeriggio, ha precisato che su 1.266 morti, soltanto 2 sono deceduti senza patologie pregresse. Brusaferro afferma: “dobbiamo ancora analizzare le loro cartelle cliniche. Tutti gli altri avevano numerose patologie croniche, molti più di due o tre, in modo particolare diabete, obesità, malattie cardiovascolari. L’età media delle vittime è di oltre 80 anni, in prevalenza maschi. Soltanto 2 persone tra i morti avevano meno di 40 anni, ma avevano un tumore e altre patologie gravi“ (5)

Sicuramente la stagione ancora non è finita, ma manca poco, perché il caldo sta per arrivare e con esso le epidemie invernali si riducono praticamente a zero. Qualcuno potrebbe obiettare che non è vero e i contagi continueranno perché alcuni “esperti” in Tv ci sono venuti a dire questo. Ma in base a cosa lo dicono?

E qui torniamo al nostro primo articolo (1) nel quale afferma chiaramente che : “Stando ai dati resi noti dall’Iss, nessun caso dell’epidemia da Covid-19 che si sta diffondendo nella Penisola, avrebbe a che fare direttamente con il Paese della Grande Muraglia”….. “E ancora, l’Iss mette in evidenza che ci sono diverse conferme relative al fatto che il Covid-19 circolasse in Italia da molto tempo, ben prima, dunque, di quando è esploso il problema a Codogno: in quel Comune, i positivi erano già malati di seconda o terza generazione”

A questo punto bisogna chiedersi come fanno ad andare a dire in tv che la epidemia continuerà se questo coronavirus è autoctono e non ha niente a che vedere con quello cinese. Hanno la Sfera di cristallo?

Perché le conclusioni dell’istituto superiore di sanità non sono bastate per far cessare l’allarme?

Ma soprattutto su che basi ci hanno chiusi a casa, stracciato i diritti civili , sospeso la costituzione e instaurato uno stato di polizia con coprifuoco e ridicoli lasciapassare da firmarci da soli?

Altra cosa che viene spesso propagandata in TV è che c’è il collasso degli ospedali. Sulle reti di ogni canale e i social arrivano interviste , video e audio di infermieri e dottori disperati.

Ma la sanità è stata devastata dalle scellerate politiche precedenti che hanno tagliato continuamente posti letto in terapia intensiva, ma durante gli anni precedenti l’attenzione mediatica era altrove.

Già il 10 gennaio 2018 il corriere della sera riportava: ”Numeri record. Le complicazioni dell’influenza, soprattutto le polmoniti, mandano in crisi le rianimazioni: 48 i casi di malati gravi ricoverati da Natale a oggi nelle terapie intensive di Policlinico, San Raffaele, San Gerardo di Monza e San Matteo di Pavia, gli ospedali di riferimento in Lombardia per l’uso dell’Ecmo, il macchinario che si sostituisce ai polmoni” (6)

Se ancora non vi basta ascoltate la virologa Maria Rita Gismondo:

“Questo virus, nella gran parte dei casi, o è silente o ci dà sintomi simil influenzali, nel 90% dei casi”, continua, “C’è un 10% di persone che ha bisogno di essere ricoverato in ospedale. Borrelli ci ha detto più volte che le fasce più toccate sono anziani con 1 o 4 patologie. Il virus dunque è stato un aggravante. Ad oggi i dati di morte diretta per coronavirus sono molto scarsi, si parla di qualche unità”.(vi ricordate cosa ha detto Brusaferro?)

Per chiudere il cerchio torniamo all’inizio di questa follia che è partita tutta dai tamponi di lombardia e veneto che NON hanno aspettato la validazione dell’ISS. In altre parole l’allarme è scattato senza sapere che il coronavirus individuato fosse quello cinese. (7)

Non è che come al solito hanno creato ad arte una epidemia che non c’era? Aviaria, suina, sars e mers …. sembrava che il mondo doveva finire e invece siamo ancora qui, stavolta chiusi in casa.

Prego tutti voler prendere visione con i propri occhi delle della documentazione ufficiale

(1) https://www.onb.it/2020/03/11/coronavirus-studio-delliss-lepidemia-in-italia-non-e-arrivata-dalla-cina-a-codogno-i-positivi-erano-malati-di-seconda-o-terza-generazione/

(2) https://www.mittdolcino.com/2020/03/12/liss-conferma-che-il-contagio-covid-19-italiano-non-proviene-dalla-cina-ma-dallitalia/

(3) http://www.lecronachelucane.it/2020/03/14/report-sulle-caratteristiche-dei-pazienti-deceduti-positivi-a-covid-19-in-italia-il-presente-report-e-basato-sui-dati-aggiornati-al-13-marzo-2020/

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_13_marzo.pdf

(4) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31401203-investigating-the-impact-of-influenza-on-excess-mortality-in-all-ages-in-italy-during-recent-seasons-201314-201617-seasons/?fbclid=IwAR2TBd7-l33key65y_34pDkgwCMmzmUYlAr69V410x_G7ZXvHARY3t5hqP8

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31401203

https://reader.elsevier.com/reader/sd/pii/S1201971219303285?token=02ED56D0B062528388EED6BF7D26C698A09A794C9C1F0DDE43927F713F93FCBC4F11309A49E375F3FE78B8087A28F3FE

(5) http://www.strettoweb.com/2020/03/coronavirus-iss-italia-morti-covid-19-decessi/983750/

(6) https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_gennaio_10/milano-terapie-intensive-collasso-l-influenza-gia-48-malati-gravi-molte-operazioni-rinviate-c9dc43a6-f5d1-11e7-9b06-fe054c3be5b2.shtml

(7) https://www.huffingtonpost.it/entry/la-virologa-gismondo-60-70-di-italiani-sara-positivo-ma-non-preoccupiamoci_it_5e6bba13c5b6bd8156f6b865

Lo pneumologo Romolo Basile afferma che la mortalità del Coronavirus è paragonabile a quella di una normale influenza (1) In altre parole l'influenza da coronavirus non farebbe più vittime di una banale influenza stagionale.

La realtà è che i numeri cinesi sono ancora molto difficili da interpretare, tuttavia il primo studio serio cinese sul coronavirus mostra che i numeri non sarebbero così preoccupanti. (2)

Che senso hanno allora le misure varate ieri sera dal governo italiano con decreto di urgenza? (sorvoliamo che in tali misure apocalittiche arrivano a sospendere le partite di calcio come misura cautelare ma non c'è accenno al controllo di porti e dei flussi migratori, non si va più a scuola o al lavoro ma Schengen o l’immigrazione non si toccano)

Indubbiamente c'è una contraddizione tra una mortalità così contenuta e la reazione che la Cina ha messo in campo con contromisure estreme come più o meno ormai tutti sappiamo.

Perchè la reazione del governo cinese è così forte se i numeri sono quelli attualmente noti? I numeri cinesi non sono quelli comunicati? Se non lo sono, perché diffondere numeri inferiori? Oppure sanno qualcosa che noi non sappiamo?

Probabilmente, come analizzato da diversi autori (7), ci troviamo di fronte a un virus da guerra biologica o comunque un virus creato in laboratorio. (si trovano ormai agevolmente su youtube e i vari social i riferimenti a brevetti di coronavirus da laboratorio) (5) (6)

C'è chi preferisce pensare che sia "scappato" per caso dal laboratorio di biotecnologie di Wuhan, altri paventano il dolo da parte di chi evidentemente può trarre vantaggio a livello economico e politico da una crisi dell’economia cinese. (sterminare o comunque fiaccare un popolo/nazione con armi biologiche è un metodo che risale alle coperte infette di vaiolo distribuite premurosamente agli indiani d'America)

Se uno di questi due scenari fosse stato inizialmente a conoscenza del governo cinese finalmente si spiegherebbe un’attenzione così importante verso questo virus che si sta dimostrando in realtà meno letale del previsto.

Una cosa continua ad essere sicura: l'Italia, prima a varare misure (4) cosi draconiane per arginare un virus che ufficialmente non risulterebbe più pericoloso di una influenza stagionale (che tutti gli anni colpisce più o meno tutte le nazioni del mondo), è stata designata capofila europea all'introduzione della pratica di vaccinazione di massa obbligatoria per tutta la popolazione.

Anche il governo Italiano sa più cose di quelle note al pubblico o più semplicemente le misure del decreto varato ieri, unite all’estrema attenzione mediatica in chiave apocalittica al coronavirus, fanno molto comodo all’agenda vaccinale (pianificata da Obama e Renzi) che presto avrà mano libera per rendere obbligatorio a tutti il vaccino quando sarà pronto?

Contemporaneamente le conseguenze dell’applicazione della quarantena a comuni importanti come Roma o Milano paralizzeranno presto la già martoriata economia italiana che trasformerà questo virus nel primo virus politico della storia.

Rinnoviamo le raccomandazioni già date come prevenzione che possono essere prese a livello individuale stavolta ripetute dal grande esperto di probiotici Luciano Lozio (3) valide anche per qualunque tipo di influenza o malanno infettivo dato che agiscono sulla modulazione e il potenziamento del sistema immunitario.

(1) https://youtu.be/HnFcEvOEKWQ?t=271

(2) https://www.agi.it/salute/news/2020-02-18/coronavirus-virologo-letalit-7120484/?fbclid=IwAR3Iflq-dRbtEoPVEPed_ovSTIo5qawb1g-mT0SmKsFZ7HPDe-SPiKjzDOc

(3) https://www.facebook.com/CentroStudi.Probiotica.Nutrizione/videos/117306459681591/

(4) https://www.youtube.com/watch?v=LiKUdO1bjwc

(5) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4797993/

(6) https://www.youtube.com/watch?v=ZzmiRjqL4rQ&t

(7) https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/coronavirus-lesperto-americano-di-bioterrorismo-creato-in-laboratorio-unarma-da-guerra-biologica_14365117-202002a.shtml?fbclid=IwAR0OJT1HuluiLViILS9HwnsYKlvfbUXqt0yKBqDW-CnZX9Ecb3z-r_OdSF4

Per la comprensione di un fenomeno, la cosa più difficile, per l’osservatore, è mettere da parte le nozioni fino a quel momento date per scontate. Se non si ha questa accortezza non si acquisiranno mai nuove visioni del mondo, più complete e aderenti alla realtà di quelle precedenti.

Se non si procede in questo modo si farà caso solo a quello che si è convinti di dover vedere.

Oggi, ci troviamo indiscutibilmente di fronte all’ostacolo più grande che l’umanità si sia mai trovata davanti: il nostro sviluppo ha assunto aspetti così estremi che sta diventando un impedimento per la vita stessa delle generazioni presenti e future. Parallelamente allo sviluppo sono aumentati gli scarti e i rifiuti, in breve l’inquinamento ambientale è diventato un aspetto emergenziale.

Socialmente parlando, mai come negli ultimi anni le disuguaglianze sono arrivate a livelli così paradossali tanto da creare disagio anche ai più “fortunati”. Persone da una parte del mondo soffrono la fame e dall’altra l’eccesso di alimentazione provoca patologie di ogni tipo.

I conflitti tra i popoli, lungi dall’essere risolti pacificamente, si esacerbano e diventano via via più cruenti e l’unica cosa che si riesce a fare è cambiargli nome e invece di usare il termine “guerre” sono chiamati: ”missioni di pace”.

Occorre, il prima possibile, cambiare rotta ed invertire i processi che stanno rendendo il mondo sempre meno a misura d’uomo e sempre più un incubo generato da noi stessi.

In un mondo i cui elementi essenziali come aria e acqua non hanno confini, tale cambio di rotta non può essere che collettivo e non può che passare attraverso la riconsiderazione delle leggi che regolano e consentono la vita sul pianeta fino ad arrivare a considerare una nuova visione della natura dell’essere umano.

Solo dopo questa presa di coscienza si può concepire un mondo più sano nel quale il futuro non sia più visto come minaccioso ed oscuro ma come un concreto e desiderabile luogo verso il quale incamminarci con passione tutti assieme.

Viviamo nel paradigma dell’ “omo homini lupus”, la storia d’altronde ce lo insegna in maniera impietosa, l’uomo è in perenne conflitto con i suoi simili. Da quando l’umanità ha memoria di sé, con la scrittura, si narrano guerre, battaglie e conflitti tra i popoli sempre più numerosi, cruenti ed apocalittici.

Nonostante tutto ciò, il grado di interdipendenza e organizzazione collettivo è cresciuto parallelamente. A discapito delle apparenze, non sarebbe stato possibile arrivare alla cifra di quasi 8 miliardi di abitanti sul pianeta senza un’organizzazione di un grado via via crescente. C’è chi potrebbe obiettare che in realtà questo aumento demografico sia frutto dell’industrializzazione e della tecnologia, ma esse tuttavia originano dalla collaborazione nata, nonostante tutto, per concretizzare le creazioni e l’inventiva dell’uomo. Di tutto questo ci rendiamo appena conto, e sovente, ascriviamo il merito al modello economico e di sviluppo che abbiamo scelto.

Fin ad oggi l’uomo ha considerato sé stesso fondamentalmente un essere unico, isolato dagli altri animali, dotato di una coscienza di sé e di un intelletto superiori agli altri esseri viventi.

Darwin ci ha raccontato che la vita si è evoluta partendo da forme molto semplici mutando e adattandosi progressivamente fino ad arrivare all’uomo. Il suo contributo filosofico e sociale ha segnato profondamente il pensiero umano, e di conseguenza, il comportamento dell’intera umanità. Purtroppo non è stato tanto il concetto di evoluzionismo (ovvero il concetto che la vita è un unico filo conduttore dall’ameba all’uomo) a condizionare il pensiero umano, quanto il come ci si evolverebbe. Darwin ci raccontò che la competizione sarebbe il motore dell’evoluzione della specie e la parte più egoistica e prevaricatrice dell’umanità propagandò quest’ultimo concetto.

Questo pensiero si è radicato profondamente nell’inconscio dell’uomo e applicando quel modello Darwiniano abbiamo sviluppato un comportamento socio-economico deleterio che sta portando l’umanità verso continui conflitti sempre più cruenti e problemi ambientali sempre più insormontabili. Abbiamo accettato che sia naturale, e quindi implicitamente giusto, che il più forte schiacci il più debole per far progredire la specie. Questa è la convinzione, deleteria, che l’uomo si è fatto della vita e di sé stesso. Per andare avanti, per migliorare ed evolvere non solo sarebbe “naturale” prevalere sugli altri, ma sarebbe addirittura auspicabile in quanto solo in questo modo la natura procederebbe e migliorerebbe la specie rendendola più forte.

In campo economico il trionfo di questa ideologia ha portato al concetto estremo che se una persona attraverso la competizione, possiede più di qualcun altro allora è giusto poiché ha rispettato le leggi della natura e dunque in qualche modo favorito l’evoluzione della specie.

In questo contesto filosofico-sociale Louis Pasteur è diventato il padre dell’infettivologia moderna. La visione di Pasteur è quella del batterio considerato un nemico da uccidere, un avversario da sconfiggere, insomma la solita versione guerrafondaia della natura: ostile, selvaggia e in ultima analisi matrigna.

Mai altre convinzioni sono state più deleterie per l’uomo, il quale, come qualunque altro essere vivente, deve obbedire alle leggi della natura, che sono ben altre.

Viviamo su un pianeta abitato dai microorganismi da miliardi di anni, molto prima che l’uomo si affacciasse sul pianeta. Questi microorganismi pervadono ogni nicchia ecologica: la terra, il mare e gli esseri viventi. Sono i microorganismi a rendere fertile la terra e a permettere alle piante di crescere, piante senza le quali non potremmo né nutrirci né respirare. Come è noto, le piante creando ossigeno consentono agli animali di respirare. Meno noto è considerare che non esiste solo il “polmone verde” della terra, ma anche quello “blu”. La massa di microorganismi degli oceani produce direttamente la metà dell’ossigeno dell’atmosfera terrestre.

Sarà scontato ricordarlo, ma stiamo distruggendo entrambi i polmoni del pianeta. Siamo arrivati a danneggiare non solo la qualità dell’aria ma anche il quantitativo di ossigeno nell’ aria che respiriamo, in nome di quel modello che ci siamo autoimposti, ovvero quello di accettare come giusto, naturale e quindi auspicabile la prevalenza del più forte sul più debole.

I microorganismi non si limitano a colonizzare la terra e i mari ma lo fanno in maniera incredibilmente simbiotica abitando anche all’interno di tutti gli esseri viventi con i quali stringono una mutua e solida alleanza.

Oggi l’uomo si sta rendendo conto delle innumerevoli funzioni dei batteri che ospita definendoli nel loro insieme “microbiota” e definendo “microbioma” l’insieme dei geni del microbiota. Nell’uomo la massa complessiva di tali microscopici esseri viventi è superiore alla massa del cervello o del fegato. Il microbioma surclassa i geni umani nella proporzione di 1:100 modulando e arricchendo il nostro Dna di potenzialità. I nostri microorganismi sono più numerosi di tutte le cellule umane e le loro funzioni sono, senza ombra di nessun dubbio, insostituibili. Dalla pelle all’intestino, dai polmoni al sangue fino al cervello: ogni comparto anatomico dell’uomo è colonizzato dal microbiota. Sono i microorganismi dell’ambiente che depurano le acque dai nostri scarti e sono sempre loro che si occupano del processo della decomposizione dopo la morte degli esseri viventi.

In breve, tutta la vita sul pianeta, non sarebbe possibile senza i microorganismi.

In questo scenario diventa puerile ed anacronistico rimanere ancorati alla visione offerta da Darwin e Pasteur. Esistono indubbiamente batteri potenzialmente patogeni, ma la stragrande maggioranza sono benevoli e probiotici, ovvero a favore della vita. Nell’ottica di Darwin, nella quale tutte le specie si dovrebbero antagonizzare e combattere in una guerra senza fine, il mondo sarebbe stato già colonizzato dal vincitore della presunta inevitabile guerra che si sarebbe dovuta scatenare tra i microorganismi. Il re assoluto ed incontrastato si sarebbe poi estinto da solo per sovrappopolazione e inquinamento dei propri rifiuti. Tutto ciò in realtà non è mai successo perché le cose non stanno così, ma focalizzandoci al mondo macroscopico sembra quasi che l’uomo aneli a realizzare questo scenario con tutte le sue forze.

Per nostra fortuna i microorganismi ignorano le sciocche convinzioni dell’uomo e per tanto vivono, prosperano e lavorano in un’ottica completamente diversa. I microorganismi collaborano e cooperano: rendono possibile la crescita delle piante, l’ossigenazione dell’atmosfera, l’esistenza e la salute di tutti gli animali, uomo compreso. Gli esseri umani (come tutti gli altri animali) morirebbero all’istante senza il contributo sinergico e cooperativo dei loro ospiti. La digestione dei cibi è in parte resa possibile dal microbiota, un’infinità di micronutrienti essenziali è prodotta dal microbiota e quest’ultimo addestra e fa parte del sistema immunitario il cui compito è quello di tenere a bada i pochi e sparuti patogeni che si incontrano in un mondo permeato da microorganismi. Il nostro organismo in cambio offre al microbiota protezione, cibo e calore.

Per far capire una volta per tutte l’immensità che la visione dell’invisibile porta con sé basta spiegare che la cellula stessa, il mattone di ogni nostro tessuto, contiene degli organelli, chiamati mitocondri, che si sono sviluppati in simbiosi con la cellula. I Mitocondri, vere e proprie centrali energetiche della cellula, hanno un proprio Dna indipendente dal nucleo della cellula e quindi, con ogni probabilità, sono essi stessi degli esseri viventi microscopici che vivono da sempre in simbiosi dentro la cellula stessa. In questo contesto è utile ricordare che tutte le cellule di un organismo lavorano in sinergia e cooperazione tra di loro: anche la biologia ci racconta una storia molto diversa dalla visione di Darwin.

In breve l’essere umano (e tutti gli animali) è un super-organismo ovvero un simbionte fatto di diversi esseri che cooperano, collaborano uno dentro l’altro, uno affianco all’altro per un unico fine comune: la vita.

A causa della deleteria visione Pausteriana del nemico da abbattere, i microorganismi stanno sviluppano resistenze agli antibiotici per sopravvivere. Uccidiamo a tutti i costi il patogeno ma non ci rendiamo conto che stiamo sterminando con esso (qualora ci si riesca) i nostri più importanti amici che sono tutt’uno con noi e con il nostro sistema immunitario. Oggi, l’OMS sta prendendo atto del fatto che ceppi batterici sempre più resistenti agli antibiotici stanno causando epidemie senza una cura. Le prospettive nel breve periodo sono ancora meno rosee e si prevedono scenari apocalittici nei quali gli antibiotici non avranno più alcun effetto: la natura ci sta chiaramente facendo un altolà che abbiamo il dovere di recepire, in nome della nostra stessa sopravvivenza.

I microorganismi quindi ci insegnano che la vita è prevalentemente fondata sulla cooperazione e la salute, sull’ armonia delle parti; non vi fate più distrarre dai racconti guerrafondai Darwiniani: la competizione esiste ma è solo una parte infinitesima all’interno di un disegno molto più grande di comportamenti cooperativi. Il patogeno di Pasteur esiste ma è solo una goccia in un mare di microorganismi benevoli e favorevoli alla vita.

Il modo di vivere dei microorganismi lancia, implicitamente, un altro messaggio: il riduzionismo è un concetto completamente errato. Studiare il singolo batterio avulso dal suo contesto è semplicemente impossibile perché a seconda dell’ambiente circostante si potrà comportare in maniera probiotica, neutra o addirittura patogena. La di più diretta ed enorme conseguenza di questo è che il fondamento della nostra visione scientifica del mondo che è il meccanicismo, è errato dato che si fonda a sua volta sul riduzionismo. Ciò significa che dobbiamo rapidamente riconsiderare il nostro modo di guardare alla natura in quanto il nostro modello inadeguato di approccio alla realtà delle cose, ha generato, senza ombra di dubbio, enormi fraintendimenti ed errori in tutti i campi scientifici.

E’ imperativo adottare, il prima possibile, all’interno delle comunità umane, l’idea che la cooperazione e la collaborazione sono il paradigma della vita, il vero faro da seguire, la vera legge naturale. Altrettanto impellente è identificare la competizione e l’antagonismo non come il motore dell’evoluzione e dello sviluppo, bensì, finalmente, per quello che realmente sono: comportamenti miopi ed inesorabilmente autodistruttivi.

In certi ambienti si è diffusa l’idea demenziale che la popolazione sia eccessivamente numerosa per le risorse del pianeta. Prima di vaneggiare soluzioni distopiche da personaggio dei cattivi dei fumetti, armonizziamo il nostro comportamento con le leggi della natura. Mutiamo il nostro atteggiamento da predatorio ed antagonista ad un comportamento collaborativo ed armonioso perché solo così facendo si potrà dare una prospettiva futura alla razza umana.

Prendiamo presto coscienza delle vere leggi della natura perché solo questa consapevolezza porterà salute e prosperità tanto al singolo quanto alla collettività.

E’ iniziato un periodo molto curioso per l'umanità nel quale la percezione del pericolo è qualcosa di molto più impellente e potenzialmente importante del pericolo reale nel far adottare alle persone alcuni comportamenti piuttosto che altri.

Qualcuno le potrebbe chiamare "mode", tuttavia sono delle strategie attentamente pianificate da chi detiene le redini del comando, i mezzi di produzione, i mezzi di informazione e solo in ultimo le leve del potere politico, ormai completamente asservito alle logiche e alle dinamiche neoliberiste.

Chi si è informato sa bene che il tema vaccini offre un esempio emblematico di come il pericolo di certe malattie viene enormemente amplificato (complici i media che diffondono informazioni false come le epidemie di morbillo che avrebbero provocato decessi in realtà mai avvenuti in Inghilterra) per spingere la popolazione a vaccinarsi.

I Vaccini, ahimé, non sono più quelli di una volta per diversi motivi tecnici (da non affrontare in questa sede): fondamentalmente sono dei farmaci molto più pericolosi rispetto al passato in quanto gli interessi di chi li produce sono quelli di lucrare (e tirare al risparmio) mentre un tempo venivano prodotti dallo Stato al quale non interessava minimamente il profitto economico.

Oggi invece la logica del"business" ha pervaso ogni aspetto delle nostre vite che sono parametrizzate esse stesse a somme di denaro.

Per chi non lo sapesse, i vaccini sono l'unico farmaco al mondo del quale il produttore non risarcisce per gli effetti avversi che provoca (con buona pace dei ciarlatani di turno che negano o minimizzano gli effetti avversi).

È notizia di qualche ora fa che l’Italia (divenuta capofila e apripista delle nuove politiche di vaccinazione obbligatorie grazie ad un accordo Obama-Renzi) ha dichiarato, a causa del coronavirus, l'emergenza nazionale per 6 mesi.

Gli italiani dovrebbero essere abituati a questo tipo di emergenze, in quanto più volte è sembrato che fossimo sull’orlo dell’apocalisse per il virus zika, aviaria, suina, HIV e chi più ne ha più ne metta.

il mondo è ancora qui con i suoi 7 miliardi di abitanti che non sembrano voler diminuire a causa di questi virus millantati ogni volta come la nuova calamità del secolo che sterminerà tutti.

Il fatto che ogni volta siano stati paventati scenari apocalittici rispetto ai numeri reali (ufficiali) non è passato completamente inosservato e genera uno stato di dissonanza cognitiva che spiazza e ogni volta riesce a mettere in prostrazione le persone che, da una parte si vogliono tutelare e dall'altra non sanno a quale santo rivolgersi visto che i media spesso esagerano o addirittura mentono; è forte il sospetto che dietro corresponsione di denaro l’”esperto” o il politico di turno possa dichiarare tutto e il contrario di tutto.

C'è poi chi, non informandosi adeguatamente, cade come una pera alla prima notizia allarmante correndo a comprare mascherine, antivirali e/o rimedi di ogni tipo, adottando comportamenti inutilmente assurdi fino all’esercizio della violenza contro il capro espiatorio.

Con il coronavirus probabilmente ci sono persone che si fanno scrupolo a frequentare negozi o ristoranti cinesi fino ad arrivare a moti di disprezzo verso persone di nazionalità cinese che con assoluta certezza non sono minimamente coinvolte.

Tutto questo panorama di panico è frutto anche dei social e della controinformazione che invece di versare acqua sul fuoco alimentano domande inutili ma potenzialmente allarmistiche come ipotizzare che il virus possa essere un virus di guerra biologica sfuggito da qualche laboratorio; oppure facendo circolare audio e video di dubbia provenienza e privi di riscontro che non fanno altro che alimentare la paura.

Tutto questo contribuisce a generare una dissonanza cognitiva rispetto alle notizie ufficiali che parlano invece di un paio di centinaia di morti a fronte di diecimila contagiati (notizie ufficiali al momento in cui si scrive l’articolo).

Non è fondamentale comprendere al momento l’origine di questo virus che potrà interessare solo a posteriori né è importante informarci presso il “cuggino” di turno su quanto sarebbe opportuno prendere baracca e burattini e andare a rintanarsi in una baita sperduta in montagna stile serie tv di sopravvissuti per sfuggire al temibile virus.

Sappiamo solo una cosa con certezza: l'agenda mondialista ha scelto l’Italia come capofila per la vaccinazione obbligatoria estesa a tutte le fasce di età; quale occasione più ghiotta di una bella pandemia mortale per sdoganare una volta per tutte il concetto di vaccinazione di massa obbligatorio per tutti?

Il primo passo in questo senso è stato compiuto, dichiarando l’emergenza nazionale che consente di sospendere i diritti civili e quindi imporre un eventuale vaccino prodotto a tempi record e potenzialmente tacitare, sempre in forza di questa emergenza, qualunque voce dissidente.

Se l’epidemia, come nei film di fantascienza, sarà veramente devastante non lo possiamo sapere né farci molto ma se non lo è (come la storia ci insegna) occorre fare molta attenzione perché veicolando paura e panico immotivato rischiamo di contribuire, nostro malgrado, all'agenda mondialista che con certezza ci vuole tutti vaccinati e sfrutterà certamente la congiuntura e le nostre paure per raggiungere lo scopo.

Se i danni da vaccino (difficili da stimare se si presenteranno a distanza di anni dalla vaccinazione e non immediatamente) saranno molti di più dei benefici della vaccinazione (come fare a saperlo?) le case farmaceutiche comunque avranno raggiunto il loro scopo (profitto) e non saranno imputabili di nulla secondo la vigente normativa.

Quindi fate molta attenzione quando condividete video e audio di dubbia provenienza perché potreste, vostro malgrado, rendervi complici di questo disegno.

Detto questo, passiamo agli accorgimenti da adottare per far fronte a qualunque virus e che sono essenzialmente il rinforzo del sistema immunitario, che è di diversi ordini di grandezza più intelligente e sapiente di qualunque virus e di qualunque scienziato che avrebbe creato il virus stesso.

Come spesso evidenziato anche in questo sito, la vitamina D è un baluardo delle difese immunitarie, insieme alla vitamina C, alla vitamina A ed E, a tutto il gruppo di vitamine B e ai cofattori come zinco e magnesio. Curare il microbiota è sicuramente una strategia vincente in quanto è strettamente interconnesso con il sistema immunitario. Disponiamo di ceppi probiotici specifici che aumentano le difese immunitarie. Anche i betaglucani (in particolare 1.3) molto presenti, paradossalmente, nei funghi cinesi (e non solo cinesi) sono degli ottimi alleati per l’innalzamento delle difese immunitarie. Ovviamente tutti gli altri comportamenti normalmente suggeriti come stare al caldo, bere tanto, curare l’igiene e osservare la quarantena dei malati sono dei baluardi nell’affrontare problematiche del genere.

Un fattore essenziale, non meno importante di quelli elencati per non farsi aggredire da qualunque malattia, è quello di non stressarsi, perché ansia e paura provocano con certezza un abbassamento delle difese immunitarie; diffondere paura immotivata contribuisce a diffondete il virus; ricordatevene prima di condividere informazioni destabilizzanti di cui non si sa nulla: siamo già ampiamente impauriti da chi sfrutta questo nostro stato di prostrazione.

Ufficialmente non si è compreso realmente perché alcune persone sviluppano calcoli renali (o biliari) ed altre no. Come al solito la medicina, per mettere una toppa a questo mistero, gioca la carta delle predisposizioni genetiche e/o al limite parla di dieta inadeguata, tuttavia quale sia il gene responsabile o quali le diete scorrette non è dato sapere più di tanto, insomma come al solito si brancola nel buio.

Si parla di acqua calcarea, ma se fosse solo quella una città con un’acqua molto dura come Roma dovrebbe avere tutti i suoi abitanti affetti da calcolosi.

Non si può fare nemmeno molto in caso di calcoli che non vengano espulsi naturalmente: si passa dalla Litotripsia extracorporea ad onde d'urto (si tenta di disgregarli con ultrasuoni) alla Ureteroscopia (si cerca di arrivare con un endoscopio a rimuovere il calcolo per finire con Nefrolitotomia percutanea (una sorta di micro-intervento con l’ausilio del laser) arrivando direttamente alla chirugia. In caso di calcoli biliari la prima opzione non si usa quasi più e si opera direttamente in endoscopia rimuovendo la colecisti con tutti i suoi calcoli dentro, quando non sia possibile sciogliere i calcoli con acido ursodesossicolico (in pratica in presenza di piccoli calcoli di colesterolo nella cistifellea si tenta la strada farmacologica con un farmaco che scioglie i calcoli). Il problema della rimozione della cistifellea è che spesso poi si ha una “vita digestiva” pesantemente compromessa (al di là delle rassicurazioni pre-operatorie) perché come al solito non si cerca di andare alla radice del problema che permane ovviamente anche dopo l’operazione.

Ma cosa si può fare dopo, per non avere recidive? Per i calcoli renali si puà fare prevenzione con citrato di magnesio e potassio (e ovviamente un’adeguata idratazione), con i calcoli alla cistifellea si cerca di modificare la dieta. Ancora però si brancola nel buio, perché non essendo nota la causa (o se addirittura si pensa che si è destinati perché la nostra genetica ci rema contro) poco si può fare anche per scongiurare le recidive.

I calcoli più frequenti sono formati da ossalati di calcio (oltre l’ 80% (3) )ovvero la reazione tra acido ossalico (quello che quindi è visto come il grande responsabile di tutto) e il calcio all’interno dell’organismo. Per questo vengono usati due basi come il citrato di magnesio e quello di potassio che combinandosi con l’acido ossalico non gli permettono di legarsi con il calcio.

A vedere le cose in questo modo sembriamo una bottiglia da riempire con le cose giuste, e in parte è vero, fino a che …… non si è scoperto un simpatico batterio: L' Oxalobacter Formigines!

Questo microorganismo è un batterio anaerobico degradante ossalato che colonizza l'intestino crasso di numerosi vertebrati, compreso l'uomo. Gli antibiotici chinolonici ad ampio spettro uccidono l' O. formigenes. Se il tratto gastrointestinale (GI) di una persona non ha questo batterio e quindi manca la fonte primaria per l'enzima ossalil-CoA decarbossilasi, allora il tratto GI non può degradare gli ossalati alimentari che sulla digestione vengono assorbiti facilmente e dopo una parziale degradazione metabolica modulata con la vitamina B6 nel corpo, viene escreto nel rene, dove precipita con il calcio per formare calcoli renali di ossalato di calcio (1).

La questione quindi si fa più chiara e si capisce che, chi, in tenera età è stato bombardato da antibiotici, potrebbe aver perso questo importantissimo batteria che lo avrebbe messo al riparo dalle calcolosi da ossalati, che, come abbiamo detto, sono le calcolosi più frequenti (esistono calcoli renali di diversa natura, mentre i calcoli biliari di colesterolo probabilmente agiscono altri fattori sempre di natura microbiologica in particolare riguardanti la permeabilità intestinale).

La buona notizia è che l’Oxalobacter Formigines non sembra essere l’unico microorganismo che degrada l’acido ossalico, anzi sembrerebbe che uno stato generico di disbiosi predisponga alla calcolosi (in particolare in assenza del suddetto microorganismo) e al contrario la presenza di alcuni ceppi probiotici faciliti la degradazione dell’acido ossalico. (2)

La lezione più generale che possiamo imparare da questa vicenda è che ancora una volta il microbiota si conferma il protagonista della salute umana in particolare in quelle zone d’ombra nelle quali troppo spesso si viene a trovare la medicina che parla di genetica, stress o autoimmunità quando non sa che pesci prendere.

(1)
(1) https://en.wikipedia.org/wiki/Oxalobacter_formigenes/
(2)
(2) https://www.neupharma.it/prodotti/alimenti-fibrosi-cistica/yoxa-integratore?gclid=CjwKCAjwhbHlBRAMEiwAoDA347YxW-Fcb3e1yMYFzT36125w96mI58h53ArzuO3HdHDBdMiYZRhGoBoCd9wQAvD_BwE/
(3)
(3) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2396938/

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