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Il cambio di stagione porta tutta una serie di malesseri e sintomi che per il resto dell'anno sono silenti o meno intensi. E' inutile negare il fenomeno perche è plateale e pacifico, il punto è capirne il perchè, quali sono le misteriose dinamiche che perturbano i nostri organismi, spesso in maniera anche acuta oltre che cronica.

Tanto per citare alcuni sintomi : depressione, turbe del sonno, ansia, gastrite, colite, raffreddore, influenza, afte, riniti stagionali, mal di testa e chi più ne ha più ne metta.

Il primo punto da focalizzare è che tutti questi sintomi possono essere imputati ad un intestino in disordine (infiammato o addirittura permeabile) e di conseguenza ad un microbiota in disbiosi.

La depressione è notoriamente legata alla serotonina. La corretta presenza di questo ormone  dipende dalla quantità di triptofano plasmatico disponibile, che è carente in caso di disbiosi. Le turbe del sonno sono date da mancanza di melatonina, il cui precursore è la serotonina.

L'ansia ha la sua scaturigine in una disbiosi, in quanto in una disbiosi si ha la decarbossilazione del triptofano e quindi una riduzione della captazione di quest'ultimo amminoacido essenziale avvantaggia quella del suo competitor, la tirosina, precursore di dopamina, noradrenalina e adrenalina, condizione responsabile dello stato ansioso.

La colite è una diretta conseguenza in quanto con una disbiosi del microbiota l'intestino non se la può certo passar bene, così come uno squilibrio della flora non aiuta certamente un colon irritabile. Se l'intestino soffre il nostro sistema immunitario si indebolisce, e quindi malattie da raffreddamento e tant'altro hanno facile gioco. I dolori cronici si possono riacutizzare in quanto un intestino disbiotico stenta a far partire completamente tutti i processi riparatori dell'organismo. Le afte e gli herpes si è osservato che si ripresentano con un calo delle difese immunitarie, che sono direttamente dipendenti da un buono stato di salute intestinale. Recenti studi hanno ottenuto ottimi risultati nella somministrazione di probiotici a soggetti con riniti allergiche stagionali. Esistono infatti in particolare varie evidenze che legano il microbiota intestinale alle risposte immunitarie normali e all’allergia.

Potremmo andare avanti cosi con tanti altri disturbi, ma a questo punto possiamo generalizzare dicendo che nel cambio di stagione si manifestano gli stessi sintomi di quelli scatenati da una disbiosi. Si potrebbe quindi arrivare ad affermare che il cambio di stagione è in relazione causale con la disbiosi.

Se tutto ciò è vero, abbiamo fatto un grosso passo avanti nella comprensione dell'impatto che hanno le stagioni sul nostro organismo.

Ma a questo punto si apre una grossa domanda: perche accade questa disbiosi "generalizzata"? Con quali meccanismi il cambio di stagione influenza l'equilibrio del nostro microbiota?

Possiamo affermare con una certa sicurezza che quello che muta macroscopicamente nei cambi di stagione sono le temperature (magari anche altri macrofattori come l'umidità ). Si passa dal caldo al freddo e viceversa.

Tuttavia l'uomo difende il suo microbiota  da queste cambi di temperature con i vestiti, le abitazioni climatizzate, e in primis con il metabolismo che regola la temperatura sempre a 37 gradi, di fatto stabilizzando il "clima" del microbiota.

Tuttavia senza ombra di dubbio il mondo microbiologico dell'ambiente viene cambiato dalle stagioni e a seconda delle temperature più o meno alte si inibiscono certi ceppi microbici a favore di altri. La natura fa il suo corso e chissà quante centinaia di migliaia di tipi di microorganismi si attivano e si inattivano insieme alle piante, agli insetti e ai parassiti vari.

Da qui allora può partire un' ipotesi di lavoro, ovvero che in realtà ciò che perturba il nostro microbiota non è tanto la temperatura esterna in maniera diretta o un non ben identificato fattore naturale ciclico, ma il è mondo microbiologico dell'ambiente in cui siamo, che cambiando radicalmente ha un effetto inevitabile sul microbiota interno degli esseri viventi: più intenso è il cambiamento e altrettanto intenso non può che essere l'impatto su di noi.

I microbi dell'ambiente infatti non solo vengono a contatto con la nostra epidermide e li respiriamo con l'aria, ma soprattutto li ingeriamo!

Le gastriti stagionali potrebbero benissimo essere il risultato di un tentativo sensato da parte dell'organismo di proteggere il microbiota intestinale, aumentando le secrezioni acide per sterilizzare i cibi prima del transito intestinale, in modo da proteggere la nostra flora da un cambiamento repentino a causa di nuovi microorganismi ingeriti (e magari più numerosi).

Ovviamente solo chi ha uno stomaco "in bilico" lamenterà gastrite. Il muco nasale nelle riniti stagionali potrebbe essere sempre una difesa nella stessa ottica. In realtà questo processo potrebbe tranquillamente essere innescato dal microbiota stesso per autodifesa stimolando l'ospite (l'uomo), ma il risultato non cambia. E' noto che le gastriti stagionali si presentano con più frequenza andando verso il caldo, ovvero quando le temperature ambientali consentono una vita microbiologica nell'ambiente più intensa, il che si traduce in un incremento numerico dell' aggressione dall'esterno al nostro microbiota che viene difeso in questa situazione da una maggiore secrezione acida dello stomaco.

E' un pò come se degli abitanti di una città decidessero di chiudere le porte per limitare i problemi dovuti ad un immigrazione troppo veloce e selvaggia. Uno straniero si accetta di buon grado, troppi tutti insieme creano dei disagi alla popolazione (disbiosi appunto) e ci vuole tempo per ristabilire un equilibrio (eubiosi).

Se tutto ciò è vero, una risposta medica corretta non può essere certo quella di ridurre le secrezioni acide dello stomaco con inibitori di pompa protonica (tra l'altro si è scoperto che gli IPP provocano  SIBO[1]), ma l'unica risposta sensata sarebbe quella del rinforzo della flora intestinale con dei prebiotici (per i probiotici seguirà articolo a parte), e magari con l'aiuto di sostanze che stimolino la secrezione di muco gastrico (perchè non si è creato un farmaco in tal senso?), proteggendo lo stomaco stesso dall'acidità senza inibirla [2].

Purtroppo siamo abituati ad una medicina che invece di indagare i meccanismi fisiologici per  accompagnarli e assecondarli, si limita ad agire sulla sintomatologia (che invece porta con se un preciso messaggio da parte del corpo che va interpretato), strattonando il corpo con sostanze artificiali che danno sollievo da una parte, ma innescando tutta una serie di problemi collaterali dall'altra spesso peggiori del sintomo di partenza.

Non credete che i batteri ambientali possano innescare problemi di questo tipo? Pensate per un attimo alle dissenterie che colpiscono il viaggiatore occidentale che si reca in un paese del terzo mondo: lì il fenomeno è eclatante (in particolare andando in paesi caldi), oppure al fenomeno meno intenso di costipazione dello stesso viaggiatore, che è l'altra faccia della medaglia.

Il vero problema è che il nostro microbiota è sempre più povero, con sempre meno famiglie batteriche, mentre un intestino in perfetta salute - ovvero in grado di reggere qualunque impatto con i microbi esterni - è un intestino che possiede all'interno di se la più alta quantità di ceppi batterici diversificati e in equilibrio (eubiosi), un intestino insomma che contiene un "quarto organo" dell'apparato digerente sano e in forma, in grado di elaborare qualsiasi alimento.

[1] https://www.simg.it/documenti/rivista/2013/01_2013/7.pdf
[2] Diversi studi hanno dimostrato un azione protettrice dello zenzero nei confronti delle pareti dello stomaco.

Federico Giovannini

Tutti, più o meno, stanno girando intorno al concetto che l'intestino è la causa di tante patologie e intorno al concetto di equilibrio della flora intestinale, ma mai come oggi ci sono studiosi che collocano questa moltitudine di microorganismi che ci portiamo dietro al centro di studi ed interessi veramente fondamentali.

Un essere umano si porta con sé miliardi di batteri diffusi su pelle, bocca, cavità uro/genitale, vie respiratorie e, naturalmente, intestino.

La percezione comune di questi esserini è quella che se si sta male con un pò di diarrea o si deve prendere un antibiotico allora è il caso di assumere dei "fermenti lattici" e tutto si aggiusta.

Niente è più lontano da questa visione così banale e semplicistica che invece è stata cosi efficacemente descritta dal Prof. Antonio Gasbarrini. (1)

Focalizzandoci sul microbiota intestinale, che è la parola che oggi descrive meglio quella comunità incredibilmente varia di batteri, funghi, virus e quant'altro che vive dentro il nostro intestino, possiamo oggi considerare che già dallo sviluppo natale (e forse anche prenatale) fino ai 5-7 anni si ha una continua evoluzione delle funzioni del nostro intestino, sede della maggior parte delle difese immunitarie del nostro meta-organismo. Malattie come Depressione, Epilessia, Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla, SLA (2), solo per citarne alcune, sono messe in relazione diretta a malfunzionamenti dell'intestino, ma in particolare del microbiota.

Ma la salute del nostro intestino è in diretta dipendenza da una massa di circa 1Kg di questi batteri (virus e miceti), vero e proprio organo nell'organo - mai considerato tale - ma di importanza vitale per i nostri processi bio-chimici.

Tanto per andare sul pratico, si è arrivati a pianificare un protocollo per trattare l'epilessia con dei pre-biotici e una dieta antinfiammatoria che sta dando dei risultati molto promettenti.

Il ricercatore Dr. Paolo Mainardi (3) spiega come la alfa-lattoalbumina (una sieroproteina del latte materno) possa far aumentare non tanto  la circolazione di triptofano nel sangue quanto quello che arriva al cervello e quindi la produzione di serotonina (e melatonina), di cui il triptofano è l'amminoacido precursore, dal quale dipende l'equilibrio umorale e anche l'epilessia.

Mainardi sostiene (e non solo lui ormai) che ciò che è importante è l'asse cervello-intestino: un sistema che è qualcosa di più della mera giustapposizione delle parti(4). Trapianti di microbiota di cavie normopeso  in   topi grassi li fanno dimagrire e viceversa, e cosi avviene per altre patologie. Il cervello influenza l'intestino (ed è noto da tempo che gli stati d'animo lo fanno) e l'intestino fa altrettanto in un rapporto biunivoco che apre uno spazio scientifico al famigerato "effetto placebo"come mai prima.

Gli scenari che si profilano davanti a noi sono incredibili. E' l'alba di una nuova era per la ricerca e forse per l'uomo a 360 gradi.

Pensiamo al fungo Ophiocordyceps unilateralis (5). Questo fungo sa di fantascientifico perché possiede un’intelligenza come minimo chimica. Fa mutare il comportamento delle formiche a suo vantaggio trasformandole in "formiche zombie". Se un fungo riesce addirittura a schiavizzare delle formiche  è cosi strano pensare che una colonia di miliardi di microorganismi che risale a miliardi di anni fa non possa influenzare i nostri gusti alimentari per spingerci verso una dieta favorevole alla loro sopravvivenza? Potrebbero anche determinare la nostra simpatia verso il caldo o il freddo perché sicuramente è un altro parametro da cui dipende la loro vita. Ci sono addirittura dei nostri pensieri che in realtà non sono letteralmente "nostri"? O forse dovremmo rivedere il concetto di essere umano?

Sappiamo che la fisica quantistica si occupa dell'infinitamente piccolo. Ma qui siamo di fronte a miliardi di esseri infinitamente piccoli dove anche forze infinitamente piccole potrebbero fare la differenza perche la loro "infinita" sommatoria dà gli effetti tangibili di cui abbiamo parlato.  Le mani del guaritore imposte sulla pancia del paziente a un tratto hanno un senso? I campi bioenergetici, di cui medicina e fisica non si sono mai più di tanto curati (se non negata l'esistenza), potrebbero diventare fondamentali?

Per tornare con i piedi per terra dobbiamo ricordarci che abbiamo pochissimi mezzi farmaco-scientifici per modulare il nostro microbiota. La gran parte dei probiotici sono inefficaci in quanto sono solo uno o pochi ceppi batterici a fronte dei migliaia di tipi che ci colonizzano. Gli antibiotici sono delle bombe che tiriamo sopra queste comunità spesso in maniera troppo superficiale rischiando di fare più male che bene in quanto sappiamo pochissimo delle specie "buone" e di quelle "cattive", di dove devono stare (lungo l'intestino) , di cosa si nutrono esattamente e delle loro funzioni. Forse sarebbe ora di considerare che l’Uomo non è solo nel suo universo ma che il concetto stesso di "essere solo" è falso. Noi siamo il loro ambiente  ma - a nostra volta ed insieme a loro - facciamo tutti parte di un altro ambiente più grande dove tuttavia le leggi sono le stesse. Forse dovremmo provare  a raccogliere la sfida di questo universo a matrioska il cui "segreto" non è quello di contare troppo o troppo poco ma di trovare la giusta collocazione, il giusto incastro, il giusto equilibrio tra le parti perche come  la nostra salute passa per l'armonia di miliardi  di microorganismi quella del pianeta passa per l'armonia  di tutto il vivente.

Federico Giovannini (Fefochip)

(1) https://www.youtube.com/watch?v=9dVEsP8DT7M
(2) http://www.gutbrainaxis.org/patologie.html
(3) https://www.youtube.com/watch?v=tlTWtE0qhgE&list=PLvFMlxX4j7b9Tsix6HP58Lqj_bAqfjgHs
(4) http://www.amazon.it/gp/product/8867351524?psc=1&redirect=true&ref_=oh_aui_detailpage_o00_s00
(5) http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/03/04/foto/formiche_zombi_con_il_fungo_killer-198426/1/

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      grazie, a breve altre presentazioni
       
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      Ho letto il libro Medical Medium. E concordo che sia un libro da leggere. Complimenti per la rubrica ...